Cultura accessibile: da Torino al MART si abbattono le ultime barriere

 

Torino, attraverso la Mole Antonelliana e il suo Museo Nazionale del Cinema, si scopre più accessibile e diventa, insieme al MART (Museo di arte moderna di Trento e Rovereto), un punto di riferimento in materia di accessibilità per gli altri poli museali italiani affinché “la cultura diventi realmente esperienza per tutti e di tutti.

Come recita il Manifesto della Cultura Accessibile, a cui il Museo del Cinema ha aderito sin da subito, l’offerta culturale deve mettersi “al servizio della pluralità e diversità degli utenti e provvedere ad identificare e a soddisfare i bisogni espressi dai fruitori, specie laddove vi siano esigenze specifiche, sovente collegate a disabilità o difficoltà”. 

Da diversi anni la Mole e la città di Torino, infatti, si stanno attrezzando per “consentire a chiunque di vivere un’esperienza culturale in modo appagante, soddisfacente, piacevole in condizioni di autonomia, comfort, sicurezza“. Non solo lavori di ristrutturazione, ma anche nuovi percorsi alternativi per rendere le opere, oltre che accessibili, anche fruibili a chiunque. 

“E’ indispensabile leggere, sotto l’ottica della’accessibilità, della fruibilità e della piacevolezza, tutti gli anelli connessi all’esperienza culturale qualunque essa sia…” 

A tal proposito, la direzione del museo  ha iniziato a studiare nel 2006 un percorso tattile per i visitatori ed ha inaugurato nel 2009 la sala dell’archeologia del cinema con un percorso visivo-tattile realizzato tramite pannelli in 2D trasparenti sovrapposti su quelli visivi; punti di accesso per tablet e smartphone per accedere facilmente alle audiodescrizioni; oltre che touchscreen con la possibilità di ingrandire immagine e testo.

Sulla stessa linea del museo sabaudo anche quello di arte moderna di Trento e Rovereto che ha abbattuto l’ultima barriera architettonica costruendo un montacarichi sulla scalinata che conduce all’unico punto dove non ferma l’ascensore. In precedenza aveva già selezionato le cd “opere tattili”, statue e installazioni che possono essere fruite dai non vedenti, e introdotto visite realizzate nel linguaggio dei segni.

Ci auguriamo che anche tutti gli altri musei seguano l’esempio e i modelli di queste due città affinché la cultura, indispensabile per il benessere di una persona e per la sua partecipazione attiva alla società, possa diventare un’esperienza di tutti e per tutti.

 

 

 

EMOTIONS! La disabilità come parte del mondo e non un mondo a parte

Il 10 marzo, in occasione del decimo anniversario delle Paralimpiadi di Torino 2006, è stata inaugurata  una mostra dedicata allo sport paralimpico e agli atleti che ne sono protagonisti nella sede di ADPLOG in Via Piero Gobetti 10 a Torino.

EMOTIONS! Semplicemente atleti racconta i gesti atletici e le storie di chi ha partecipato ai Giochi olimpici per sportivi con disabilità fisiche attraverso gli scatti emozionanti di 10 fotografi internazionali (che da diversi anni seguono da vicino il movimento paralimpico e la sua evoluzione) e la musica del maestro Ezio Bosso, che ha messo a disposizione il suo capolavoro The 12th Room per accompagnare il percorso.

Immagini cariche di significato, che creano un’ambiente forte e impattante, esposte allo scopo di promuovere  l’integrazione sociale, celebrare lo sport come elemento di dialogo e cooperazione oltre che come strumento di recupero dell’indipendenza e dell’autostima a seguito di un trauma.

ADPLOG rappresenta la tappa di apertura della mostra: a maggio l’esposizione si sposterà al Mirafiori Motor Village, mentre a settembre, in occasione delle Paralimpiadi Rio2016, volerà in Brasile, per poi tornare in Italia, a Roma, alla fine 2016 per sostenere la candidatura di Roma2024.

Ogni sabato e domenica, inoltre, ADPLOG accoglie i “WE CANdi EMOTIONS!, momenti di confronto organizzati in eventi, workshop e laboratori didattici per addetti del settore, scuole e giovani, finalizzati a far conoscere e dialogare le diverse figure di eccellenza che ruotano intorno al mondo dello sport per atleti con disabilità, trattando “la disabilità come parte del mondo e non un mondo a parte“.

 

Non perdete dunque l’occasione per partecipare a questo evento mondiale! Per maggiori informazioni sulla mostra e per il calendario degli incontri vi invitiamo a visitare la pagina dedicata:

http://www.adplog.com/news/emotions-semplicemente-atleti_36.html

Un messaggio di pace e speranza senza barriere

Domenica 24 gennaio si è tenuta presso l’aula Magna della Cavallerizza Reale, alla presenza del Sindaco Fassino, la cerimonia di chiusura della prima simulazione di sedute dell’ONU rivolta agli studenti delle scuole superiori. La nostra giovane socia Giovannella Porzio ha partecipato a questo evento organizzato dalla prestigiosa associazione United Network in qualità di membro dello staff.

Un centinaio di giovani provenienti da oltre quindici istituti superiori della Città e dell’Area Metropolitana, hanno vestito per tre giorni i panni di ambasciatori e diplomatici, negoziando, proponendo bozze di risoluzione e tenendo discorsi – interamente in lingua inglese – all’interno della UNDP (Programma Di Sviluppo Delle Nazioni Unite).

All’ordine del giorno dell’edizione 2016 (la seconda a Torino) dell’Italian Model United Nations (IMUN) c’erano i diritti dei richiedenti asilo nei vari stati, tema di fortissima attualità. I ragazzi hanno discusso di terrorismo, rifugiati, guerre e azioni dell’Onu insieme al primo cittadino, come se si trovassero veramente a partecipare a una seduta nel Palazzo di Vetro dell’ONU di New York.

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Quello che vedete scorrere sopra è il commovente messaggio di pace, di speranza e di rifiuto della violenza terroristica, scritto e letto dai ragazzi in chiusura di cerimonia. Vogliamo condividerlo su questo blog (nello spirito delle Nazioni Unite) sia come esempio di coraggio per una persona con disabilità, sia per il messaggio di cooperazione internazionale (legato alla nostra idea di comunità mondiale per cercare di risolvere i problemi) che porta. Cosa ne pensate?

 

 

L’arte per i bimbi disabili alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo

I bambini non dovrebbero mai andare a dormire: si svegliano più vecchi di un giorno e senza che uno se ne accorga sono cresciuti.
Domenica 31 gennaio 2016 la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo ospiterà i bambini e le famiglie dell’Associazione “Amici di Paideia” per una giornata di svago e divertimento all’insegna dell’arte senza barriere.

S’inizierà con un pranzo alla caffetteria Spazio7, a cui seguirà una speciale visita guidata alla straordinaria mostra Rinascimento di Adrian Villar Rojas. Laboratori creativi animeranno il pomeriggio – stampe serigrafiche, giardini in miniatura e storie fantascientifiche – che si concluderà con un piccolo regalo a sorpresa per tutti, grazie al contributo dei negozi TIGER, e una bella merenda.

Ci sembra una bella notizia da condividere nella nostra rubrica di “Cultura senza barriere”, oltre che un grande gesto di solidarietà di una Fondazione che sostiene da sempre i progetti di accessibilità all’arte.
Per maggiori informazioni:

L’evento non è aperto a tutti, ma solo a coloro che fanno parte all’associazione “Amici di Paideia”.

LIBERI DI DANZARE

Le nostre braccia hanno origine dalla schiena perché un tempo erano ali. 

Vogliamo segnalarvi questa importante iniziativa diretta e fortemente voluta dalla nostra cara amica Susanna Campo, eccellente insegnante di danza che ha collaborato con i più importanti teatri del mondo.

L’intento dello Stage, che si terrà presso la Scuola di Danza Doppie Punte il 28/29/30 dicembre a Ormea (CN), è secondo Susanna quello di insegnare a realizzare il sogno “danzante” di tutti coloro che, fino ad ora, non hanno avuto accesso alla Danza.

Durante questi tre giorni, si terranno corsi di formazione per insegnanti di danza, ma anche corsi di danza veri e propri, condotti dall’insegnante/coreografa che ha realizzato le coreografie dello spettacolo di apertura dei giochi para olimpici di Torino, per tutti gli allievi in carrozzina. “Questo e’ il progetto che mi stava molto a cuore e che, insieme alla mia amica Alessandra, siamo finalmente riuscite a realizzare”.

Riteniamo da sempre che la danza sia, debba essere, una forma di espressione senza barriere. Proprio per questo motivo vogliamo pubblicizzare questa iniziativa e ringraziare calorosamente Susanna Campo e chi collabora con lei.

Il cinema senza barriere a Torino

Torino, città che proprio in questi giorni sta ospitando il suo 33TFF (Torino Film Festival), si rivela ancora una volta sensibile al tema della disabilità.

Riteniamo che il cinema sia un ottimo mezzo per rendere accessibile la cultura a chiunque al di là delle barriere che troppo spesso ostacolano chi è affetto da disabilità. Con molto piacere, quindi, segnaliamo questa interessante iniziativa ideata dall’Università di Torino, CinemAccessibile, che si terrà il prossimo 1-2 dicembre presso il Cinema Massimo di Torino, in occasione della Giornata della disabilità.

Sarà una rassegna cinematografica composta da tre pellicole di illustri registri, tra cui il commovente Dancer in the Dark in cui recita la cantante Bjork, che verranno proiettate con sottotitoli per non udenti e audio-descrizioni per non vedenti, realizzate con software di sintesi vocale. Una piccola raccolta di film in cui verranno affrontati, in un crescendo di emozioni e cinema d’autore, i temi della disabilità visiva, uditiva e psichica. La visione verrà introdotta da illustri esperti del settore.

Si tratta di un’iniziativa sperimentale ideata e realizzata dall’Ateneo di Torino (da sempre impegnato per il diritto allo studio e l’inclusione degli studenti con disabilità) in collaborazione con il Museo Nazionale del cinema e altre istituzioni attive in questo ambito, al fine di dare “un impulso alla realizzazione dei principi di uguaglianza delle opportunità, di cittadinanza attiva e di inclusione sociale”  che sono i pilastri della nostra società.

Vi invitiamo a partecipare!

Pieghevole CinemAccessibile

Per iscriversi alle proiezioni

Le stelle intorno a noi

Di notte, ricordati di guardare le stelle. Dove sto io è troppo perché possa mostrarti dove si trova la mia. Meglio così. La mia stella sarà per te una qualsiasi, e allora ti farà piacere guardarle tutte… saranno tutte tue amiche.

A. de Saint-Exupéry

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Volevamo segnalare a tutti gli amici toscani (e non) questa splendida iniziativa realizzata dall’Osservatorio di Arcetri (FI) in favore del Progetto Mitofusina2: una visita guidata tra le stelle intorno a noi che si terrà il 15 maggio 2015 alle h 20. Tutto il ricavato sarà devoluto, infatti, alla nostra Associazione in sostegno del nostro progetto di ricerca scientifica per la terapia della CMT2A.

Accorrete numerosi perchè, come diceva il Piccolo Principe, forse “le stelle brillano perché un giorno ciascuno possa ritrovare la propria”. Noi ci crediamo.

Un grazie di cuore alla famiglia Casatello per avere organizzato la serata!

Arriva l’arte senza barriere

Il linguaggio dell’arte è di per sé un linguaggio universale, che deve parlare a tutti “senza barriere“. O almeno dovrebbe. L’arte è spesso circondata da confini che la bloccano, che non le permettono di comunicare con le persone che soffrono di una qualche disabilità, sia essa motoria, sensoriale o intellettiva.

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“L’orto di Down House” una delle 60 opere in mostra all’Archivio di Stato di Torino realizzate nei workshop da disabili e non sotto la guida di 6 artisti

La mostra che è stata presentata a Torino, città all’avanguardia da sempre in fatto di arte contemporanea, è pensata, invece, proprio per tutti. Realizzata da artisti disabili, è priva di barriere architettoniche (cose non sempre ovvia), ma non solo, è anche fruibile da persone autistiche, non vedenti e con sensibilità ridotta.

http://www.lastampa.it/2014/12/03/cronaca/appuntamenti/mostre/per-favore-toccate-le-opere-arriva-larte-senza-barriere-zowOCZ9wh7VMIl1n4NdztK/pagina.html

Vietato non toccare. E’ questo lo slogan del progetto pilota torinese. A noi sembra un’iniziativa molto bella, che dovrebbe essere imitata in molte altre città. Cosa ne pensate? Esiste qualcosa di simile dove abitate? Mettiamo insieme tante idee per fare diventare grande questa idea, perché (come diceva Todorov) “la bellezza salverà il mondo”.