Un piatto per combattere la spossatezza primaverile: crema di fave con cicoria

La primavera è finalmente arrivata. Le temperature si alzano, i colori si accendono, le giornate si allungano e tutto sembra rinascere… tranne noi!

Ci sentiamo sotto tono, il livello dell’umore è ai minimi storici e la memoria si impigrisce, ma non c’è nulla di cui preoccuparsi: sono i sintomi tipici del mal di stagione primaverile. Semplicemente il corpo fa fatica a tenere i ritmi della natura e perciò ha bisogno di essere supportato.

Un ottimo aiuto può esserci offerto da alcuni alimenti che, con il loro carico di vitamine e sali minerali, sono in grado di donare una sferzata di energia al nostro organismo. In particolare:

LEGUMI. Alimenti ricchi di vitamine del gruppo B che aiutano il metabolismo corporeo (meccanicamente convertono il glucosio in energia) e sono indispensabili per il corretto funzionamento del sistema nervoso. Poveri di grassi e ricchi di fibre, sono dotati di quei minerali (fosforo, ferro, magnesio e potassio) utili a contrastare la stanchezza sia fisica che mentale caratteristica del periodo;

ORTAGGI DI STAGIONE. Come ad esempio la cicoria che contiene minerali (potassio, calcio e ferro) ed è ricca di vitamina C, B, P e K;

AGLIO. Anch’esso buona fonte di diversi minerali come potassio, calcio, fosforo e selenio, oltre che di vitamine, in particolare la vitamina C e alcune del gruppo B.

Per aiutarvi a combattere la “spossatezza primaverile” vi consigliamo un’ottima ricetta che viene dalla tradizione pugliese: CICORIA CON CREMA DI FAVE, un piatto unico (alternativo alla carne, in quanto ricco di proteine e quindi adatto per chi soffre di CMT2A) in perfetta linea con la dieta ipotossica che seguiamo.

Le fave vantano un buon contenuto di sali minerali (ferro, potassio, magnesio) e un ridotto valore calorico rispetto ad altri legumi:

MAGNESIO 33  (MG) PER 100g

CALORIE 88 MG PER 100g

In questa stagione è bene utilizzare le fave fresche, ma la ricetta si può fare sempre utilizzando le fave secche, lasciandole in ammollo tutta la notte prima di cucinarle. Risciacquare in acqua corrente, eliminare le fave che galleggiano; cuocere in acqua salata   per 2 ore.

CICORIA-CON-CREMA-DI-FAVE

 

 

  • Sgranate le fave e lessatele in un tegame in acqua salata assieme alle patate: l’acqua deve ricoprirle appena e deve sobbollire.
  • Nel frattempo, dopo avere ben pulito la cicoria, tuffatela in abbondante acqua bollente salata e fatela cuocere per circa 10 minuti. Scolatela, e appena tiepida, strizzatela bene in modo che perda l’acqua in eccesso.
  • Quando le fave e le patate risulteranno tenere e l’acqua di cottura sarà evaporata, toglietele dal fuoco, incorporate 3 cucchiai di olio di oliva e, se necessario, dell’altro sale. Con un cucchiaio di legno mescolate vigorosamente fino a ottenere una purea che, ancora calda, disporrete sul piatto di portata (oppure frullare con il mixer).
  • Far saltare la cicoria in una padella con poco olio ed uno spicchio di aglio intero, e posarle sopra la purea di fave.

ALTERNATIVA per chi è intollerante alle patate : far cuocere le fave senza le patate, aggiungere mezza cipolla tagliata a fettine.

  • Accompagnare con fette di pane casareccio abbrustolito.

foto (2)

 

Non ci resta che augurarvi buon appetito!!

Terrina 3 carni secondo i principi della dieta ipotossica

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Oggi, in casa Perrero Porzio, abbiamo preparato la terrina 3 carni al profumo di limone! Un secondo piatto facile da realizzare,  leggero e nutriente e dall’aspetto invitante; a cui la scorza di limone dona un aroma fresco e delizioso.

Come sempre, ci siamo ispirati ai principi della dieta ipotossica. Questo piatto non contiene grassi, latticini e glutine; ragion per cui è ottimo per chi soffre di queste intolleranze. E’ composto da carne di manzo e carni bianche, che sono più leggere; e viene cotto in forno a bagnomaria: una cottura che consente al composto di rimanere morbido e alla superficie della carne di non bruciare evitando così di produrre sostanze cangerogene.

Ecco la ricetta:

ricetta-terrina-tre-carni

Eliminare il budello della salsiccia e tritarla nel mixer con il manzo, l’uovo, la panna vegetale,una presa di sale, la scorza di limone grattugiata, un pizzico di noce moscata grattugiata, una macinata di pepe.

Tagliare il petto di pollo a striscioline, salare e pepare.

Riempire un terrina di 8×20 centimetri (in metallo antiaderente) alternando   a strati il composto di carni a le strisce di petto  di pollo.

Cuocere la terrina coperta con carta stagnola, a bagnomaria in forno preriscaldato a 180 gradi per circa 55 minuti.

Servire tiepida o fredda, tagliata a fette,  accompagnandola  con una emulsione di olio, sale, limone e senape.

A seconda del proprio gusto,  si può condire con una gustosa emulsione alla senape. Accompagnata da una bella insalata mista, diventa  un ottimo piatto unico. A noi è piaciuta, speriamo piaccia anche a voi! Buon appetito 🙂

Dieta ipotossica: gli alimenti più ricchi di calcio (no latte)

Per prenderci cura delle nostre ossa, delle nostre cellule e dei nostri muscoli, abbiamo bisogno di circa 1000 mg di calcio al giorno, più o meno l’equivalente del calcio contenuto in un litro di latte.

Non tutti, però, vogliamo o possiamo mangiare il latte di mucca, alimento così discusso. Secondo la dieta ipotossica, il suo consumo può essere nocivo per l’uomo che, al contrario del vitello, non possiede gli enzimi (e gli stomaci) necessari per digerirlo.

Se non consumiamo latticini, dunque, alimenti ricchi di calcio per eccellenza, dove possiamo prendere la nostra dose giornaliera (che sarà ancora maggiore in caso di persone affette da CMT2A) di questo elemento così prezioso per il nostro organismo?

Seignalet ritiene che una dieta corretta, a base di verdura, legumi e frutta, consenta un apporto di calcio più che sufficiente.

Abbiamo consultato per voi la  tabella sull’apporto di calcio e vitamina D, necessaria per il suo corretto assorbimento, calcolati in quantità di calcio (mg)  contenuti in 100 g  di parte edibile Tabella APPORTO CALCIO E VITAMINA D – della banca dati di composizione degli alimenti per studi epidemiologici e stilato per voi una classifica che vi sorprenderà!

 

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Té alla curcuma contro il freddo invernale

L’anno nuovo è iniziato all’insegna del gelo, con termometri in caduta libera e tanta, tanta neve. Cosa c’è di meglio, dunque, di una bella tisana per riscaldarsi e riprendersi dal freddo glaciale di questi giorni?

Vi consigliamo il Té alla curcuma, una ricetta trovata sulla pagina Facebook della nostra carissima amica Paola Borgini, “scrittrice e floriterapeuta con un amore speciale per il cibo”.

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Té alla curcuma

Ci eravamo già occupati della curcuma, “la migliore spezia del mondo” come la definisce Paola Borgini, illustrando i suoi poteri speciali in un nostro precedente articolo  (Zuppa di lenticchie e curcuma antiossidante) all’interno della nostra rubrica di consigli nutrizionali per chi soffre di CMT2A.

Questa spezia orientale dal color giallo intenso, così cara alla medicina ayurvedica, è un potente antisettico e  antiossidante, un antinfiammatorio del tubo digerente e antispasmodico, un efficace protettore del fegato ed equilibratore dei livelli di colesterolo. Si è scoperto sia in grado di rallentare la degenerazione delle cellule nervose (tipica dell’Alzheimer) e di attenuare i sintomi legati all’artrite reumatoide. Sicuramente è un ottimo antibiotico naturale e perciò vi consigliamo di consumarla, come meglio vi pare, in questi giorni di freddo così intenso.

Non esitate a scriverci e mandarci le vostre ricette! Buona tisana 🙂

 

La dieta ipotossica, i broccoli e le tante proprietà benefiche per l’inverno

E’ buona regola consumare ortaggi freschi di stagione: vi suggeriamo di mangiare i broccoli, dunque, ottimi ortaggi invernali dalle tante proprietà benefiche.

I broccoli sono, innanzitutto, ricchi di sali minerali (come calcio, ferro, fosforo e potassio) e di vitamina C, ossia di quell’elemento indispensabile nella prevenzione di diverse patologie che vanno dalle malattie cardiache all’osteoporosi. Contengono vitamina B1 e B2; sono ricchi di fibre (utili in caso di stitichezza) e di sulforafano, una sostanza molto importante che è in grado di prevenire, da un lato, la crescita delle cellule cancerogene (impedendo il processo di divisione cellulare con conseguente apoptosi, ossia morte della cellula) e di esplicare, dall’altro, un’azione protettiva contro i tumori intestinali, polmonari e del seno.I broccoli combattono anche la ritenzione idrica, aiutandol’organismo a disintossicarsi ed eliminare le tossine.

Sono raccomandati nella dieta ipotossica perché sono validi antiossidanti, aiutano a rafforzare e le difese immunitario, saziano ed hanno solo 39 kcal.

La cottura consigliata è quella al vapore, per non disperdere i nutrienti, ma  si possono anche bollire brevemente o saltare direttamente in padella. Un trucco per eliminare il loro odore pungente è quello di spremere del succo di limone dentro acqua di cottura.

Vi consigliamo una ricetta buonissima, leggera e facile da preparare: PASTA GUSTOSA BROCCOLI E POMODORINI (per due persone).

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Consigliamo di utilizzare pasta di farro o di kamut (evitando il grano, secondo i principi della dieta ipotossica). L’aggiunta delle acciughe rende il piatto più gustoso ed aggiunge una fonte preziosa di calcio (ben 613 mg /100 gr). Consigliati anche aglio e peperoncino, potenti antiossidanti. Evitare di aggiungere formaggio grattugiato, non previsto nella dieta ipotossica!

Cuocere la pasta in abbondante acqua bollent . Intanto pulire i broccoli, dividere le cimette, e metterli in una padella antiaderente dove avrete messo a rosolare olio, uno spicchio di aglio e le acciughe. Cuocere a fuoco vivo per 5 minuti mescolando. Togliere lo spicchio di aglio, aggiungere i pomodorini tagliati a metà, e dopo qualche momento aggiungere la pasta al dente ben scolata. Fare saltare il tutto per 2 minuti .

Se volete, aggiungete ancora un po’ di olio crudo ed un pizzico di peperoncino .

BUON APPETITO!!

 

I principi della dieta ipotossica: la crema Budwig per una colazione da campioni!

La colazione è il pasto più importante della giornata. Dopo le ore di digiuno notturno, il nostro corpo necessita delle calorie necessarie per affrontare una nuova giornata, oltre che del giusto apporto di zuccheri per attivare nuovamente il nostro fisico e soprattutto la nostra mente.

Ricordiamoci che il glucosio è un alimento importantissimo per il nostro cervello, che lo usa come carburante per funzionare!

La  famosa crema di Budwig, ideata dalla dott.sa Kousmine e consigliata come primo pasto della giornata secondo i principi della dieta ipotossica per il suo eccezionale valore alimentare (ricca di vitamine e  zuccheri semplici, omega 3 e 6, proteine, sali minerali e fibre) costituisce la colazione per eccellenza e per questo ve la proponiamo.

La preparazione è davvero semplicissima e i suoi benefici sono innumerevoli soprattutto per chi soffre di CMT2A.

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Vi spieghiamo come farla (preparazione veloce):

  • Inserire nel  frullatore i cereali e i semi oleosi, frullare finché sono ridotti in polvere.
  • Aggiungere lo yogurt  (o il formaggio bianco che avete scelto), la banana , il succo di limone, l’olio di lino (o di girasoile) e la frutta fresca e frullare ancora il tutto.

NB La frutta si può anche aggiungere alla fine a pezzi, invece di frullarla.

Vediamo nel dettaglio la ricetta e i suoi ingredienti che, come abbiamo sempre detto, devono essere rigorosamente biologici, ossia privi di conservanti chimici.

FORMAGGIO BIANCO MAGRO. La Dr Kousmine dice di usare un formaggio a basso contenuto di grassi (ricotta, yogurt magro o tofu e yogurt di soia nel caso di intolleranze) come base proteica della crema necessaria a poter incorporare i grassi buoni insaturi contenuti nell’olio.

OLIO DI SEMI SPREMUTO A FREDDO. E’ consigliato l’olio di semi di lino per il suo alto contenuto di Acido Alfa-Linoleico importante per l’apporto di vitamina F (è un olio delicato, che va tenuto in frigo) oppure quello di girasole. Attenzione: l’olio deve essere sempre vivo e naturale, ossia non raffinato né lavorato ad alte temperature, e deve essere di un solo tipo di semi.

SUCCO DI LIMONE. Rigorosamente biologico,  il succo di limone fresco è molto importante per l’organismo perché, da una parte, fornisce l’acido citrico che è depurante, antiossidante, antibatterico e fondamentale per l’assorbimento del ferro mentre, dall’altra, è ricco di vitamine.  Questo alimento possiede, inoltre, importanti proprietà alcalinizzanti che forniscono all’organismo le basi per la neutralizzazione degli stati di acidosi favorendo così la fissazione del calcio (importantissimo per le ossa). 

Il succo di limone, componente perfetto per la colazione, ci darà la carica fino all’ora di pranzo senza avvertire il tipico languore di tarda mattinata.

BANANA O MIELE (a scelta). Sono alimenti che apportano zuccheri semplici a rapido assorbimento, potassio, magnesio, vitamine e fibre solubili.

CEREALI INTEGRALI. Il cereale è considerato l’ingrediente per eccellenza della colazione dei campioni perché fonte importante di energia. Apporta zuccheri lenti, che permettono di non sentire il senso di fame durante la giornata, auxine (secondo la dottoressa Kousmine questi sono fattori di accrescimento cellulare) e fibre non solubili. Si possono usare avena, grano saraceno, orzo, miglio e amaranto. Si consiglia, inoltre, di usare cereali  e pseudo-cereali diversi (adatti anche chi ha intolleranze o è celiaco)  a rotazione e uno per volta.

SEMI OLEOSI. Sono un altro importantissimo componente della Crema Budwig perché apportano acidi grassi polinsaturi, vitamine, minerali, proteine. Si consiglia di usare semi di lino (macinati, altrimenti hanno solo effetto lassativo), di zucca o di girasole; noci, nocciole, mandorle, noci brasiliane oppure anacardi. E’ importante variare il più possibile i semi oleosi e soprattutto non usarli tostati.

FRUTTA DI STAGIONE. Apporta carboidrati ad indice glicemico medio-basso, vitamine e fibre.

Come potete vedere la crema budwig è un serbatoio di nutrienti e di energia!

Non esitate a scriverci le vostre ricette!! BUON APPETITO!!

Dieta ipotossica e dado vegetale fatto in casa

Nella dieta ipotossica (di cui ci siamo occupati) è fortemente sconsigliato l’uso di dadi industriali a causa dell’elevato contenuto di glutammato.

Come molti di voi già sanno, il glutammato di cui tanto si parla è un additivo che le case di produzione alimentari utilizzano per dare più sapore ai prodotti confezionati. Le opinioni in merito al fatto che sia o meno dannoso per la salute sono disparate e opposte (per approfondire vi consigliamo la pagina di Report): noi ci limitiamo a sconsigliarlo in quanto, essendo ciò che conferisce gusto agli alimenti, è altamente salato e quindi dannoso per la pressione.

Cosa possiamo utilizzare, dunque, per insaporire le nostre pietanze? Un’ottima alternativa è il dado vegetale fatto in casa, di cui vi proponiamo tre varianti: dado vegetale, dado vegetale con funghi (ricette del Dott. Chiesa dell’associazione Cibo è salute) e dado vegetale Bimby. Continue reading “Dieta ipotossica e dado vegetale fatto in casa”

La dieta ipotossica: insalate e vinaigrette

Secondo i principi della dieta ipotossica, tutti i pasti devono sempre iniziare con un piatto di verdure, possibilmente crude.

Navigando sul sito Cibo è salute, dove si possono trovare ottimi consigli nutrizionali basati sulle ricerche cliniche e sugli studi scientifici effettuati della Dott. Catherine Kousmine, abbiamo scelto per voi due squisite insalate che potete condire con olio e aceto oppure con vinaigrette, a seconda dei gusti.

Ingrediente principale di entrambe le ricette è il cavolo, uno degli ortaggi più nutrienti e salutari tra quelli che esistono in natura. Il cavolo, infatti, è ricco di calcio e di fibre; contiene i preziosissimi acidi grassi essenziali Omega 3 e Omega 6; è in grado di prevenire e alleviare numerose  infiammazioni; è ricco di flavonoidi che combattono i radicali liberi; protegge cuore e arterie; è, inoltre, in grado di funzionare come disintossicante e antitumorale.

Le sue proprietà benefiche sono molteplici, ragion per cui vi consigliamo vivamente di consumarlo. Ecco le ricette che vi consigliamo!

Insalata di cavolo, pere e carote

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Affettare finemente il cavolo (meglio a macchina) e le carote, tagliare le pere a fettine sottili. Nel frattempo emulsionare olio, senape, aceto, sale e un pizzico di peperoncino. Condire l’insalata qualche ora prima, decorando con le noci sgusciate e tritate grossolanamente.

Insalata di cavolo cappuccio verde in salsa di curcuma e senape

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Affettare finemente il cavolo (o la verza se si preferisce), cuocerlo in pochissima acqua con curcuma, pepe, senape, aceto e sale per 4 minuti, in modo che rimanga ancora croccante. Emulsionare con olio. (Questa insalata si può fare anche con l’insalata tipo ghiaccio: ice salad).

Vi consigliamo ancora delle buonissime Vinegraitte!

Vinaigrette.jpgATTENZIONE: le ricette sono tratte dal sito dell’Associazione “Cibo è salute” e sono state elaborate dal Dott. Sergio Chiesa, nutrizionista. Le foto sono state prese da Flickr Creative Commons.

Avocado, il frutto della salute e della bellezza

Come nuova ricetta che si ispira alla dieta ipotossica, oggi vi proponiamo la salsina di avocado. Una cremina facilissima da preparare, che si può utilizzare come gustosa alternativa ad altri condimenti sconsigliati da questo regime (la maionese all’uovo, per esempio).

avocadoL’ avocado è particolarmente indicato per chi soffre di CMT, in quanto l’alto contenuto di acido oleico e di grassi monoinsaturi totali (circa il 15%) aiuta  a mantenere ottimale la salute della mielina (la guaina che protegge nervi e neuroni) che è composta al 74% di grassi. Il consumo di questo frutto è, comunque, consigliato a tutti, in quanto possiede delle componenti fondamentali per la salute (e anche per la bellezza!) di ognuno di noi.

L’avocado è un potente antiossidante, non solo perché contiene moltissima vitamina E, ma anche perché aiuta a il fegato a produrre il glutatione, considerato il più importante antiossidante nella prevenzione dei tumori perché in grado di rigenerare le sostanze deputate a combattere i radicali liberi quando queste sono esaurite. E’ anche un frutto ricco di magnesio, minerale coinvolto in oltre 300 processi metabolici, oltre che di potassio, altro elemento fondamentale per il funzionamento del nostro organismo (il cui apporto è necessario per mantenere in equilibrio il rapporto con sodio).

Vi consigliamo, dunque, questa cremina buonissima da mangiare spalmata su crostini, con tortillas di mais o, ancora, con verdure crude tagliate a julienne. Ottima anche insieme al pesce (eccellente l’abbinamento con il salmone!) o usata come condimento per l’insalata. In uno studio scientifico si è visto come l’aggiunta di avocado nell’insalata migliori di cinque volte l’assorbimento di carotenoidi-antiossidanti, mentre, se associato alla carne, riduce l’incremento dei trigliceridi nel sangue.

Ecco a voi la ricetta! Questi sono gli ingredienti:

 

RICETTA AVOCADO MITOFUSINA 2.jpg

 

La preparazione è facilissima! Bisogna innanzitutto verificare che la maturazione dell’avocado sia giusta, se è troppo duro, occorre lasciarlo 1-2 giorni avvolto in un sacchetto di carta da pane, fuori dal frigo.

  1. Tagliare l’avocado per la lunghezza , asportare il seme e la buccia.
  2. Frullare l’avocado con il succo di limone , ed il cipollotto (se piace)
  3. Versare in una ciotola ed aggiungere olio e sale.

P.S. Da consumare subito! Volendo si può sostituire il cipollotto con uno spicchio d’aglio, da aggiungere intero alla salsina  già frullata 🙂

BUON APPETITO!!!

Un suggerimento “verde”: non buttate via il grosso seme dell’avocado. Potrete far nascere una bellissima pianta dalle larghe foglie tenendolo immerso per metà in una vasetto pieno d’acqua ( piantare 4 stecchini lungo la circonferenza per tenerlo sollevato). Quando avrà messo le radici e sarà germogliato, si può piantare in vaso con terriccio. Che soddisfazione!

I principi della DIETA IPOTOSSICA: il ritorno ad un’alimentazione naturale

Il nostro modo di mangiare influenza la nostra salute, sia in senso positivo che negativo.

Su questo assunto si basa la DIETA IPOTOSSICA del Dr Seignalet, detta anche “dieta ancestrale“, che vuole eliminare dall’alimentazione tutti i cibi e le pratiche nocive introdotte dalla civilizzazione (l’alimentazione moderna è ricca di nuove macromolecole alle quali i nostri enzimi, spesso, non si sono adattati) per ritornare a un modo di nutrirsi assolutamente naturale, quasi selvatico, che l’uomo ha mantenuto per milioni di anni.

I suoi principi cardine si possono così sintetizzare :

1. Eliminazione dei latticini. Non consumare latte animale e i suoi derivati. Seignalet ritiene che una dieta corretta a base di verdura, legumi e frutta consenta un apporto più che sufficiente di calcio.

Per migliaia di anni l’uomo e i suoi antenati si sono nutriti con un solo tipo di latte, quello delle loro madri, e soltanto durante la prima infanzia. La domesticazione degli animali da latte è iniziata circa 9000 anni fa, quando i popoli pastori hanno cominciato a consumare latte e i suoi derivati. L’introduzione delle mucche da latte, invece, è relativamente recente ed è soltanto a partire dall’800, e soprattutto nel corso degli ultimi cinquant’anni, che il latte di mucca ha preso il posto che occupa oggi nella nutrizione dei bambini e degli adulti. Le differenze tra il latte umano e quello bovino sono tante e sostanziali. Secondo Seignalet gli effetti nocivi del latte di mucca, fatto per essere consumato dai vitelli – che hanno ben quattro stomaci ed enzimi potentissimi per digerirlo – e non dall’uomo, si possono riscontrare in molte malattie. L’unico latte di cui bisogna nutrirsi è quello materno,  l’unico alimento realmente adatto ai fabbisogni del neonato e del bambino piccolo (non dell’uomo).

2. Eliminazione del glutine. Non consumare cereali (a parte riso, grano saraceno e sesamo) per due motivi ben precisi che consistono, il primo, nel fatto che questi alimenti vengono solitamente cotti a temperature talmente alte da alterare profondamente la loro struttura molecolare e, il secondo, nel fatto che questi alimenti hanno subito, nel corso dei secoli, mutazioni  e combinazioni tali da rendere i cereali difficilmente digeribili dal nostro organismo che non riesce ad adattarsi completamente a questi cambiamenti.

Sin dalla preistoria l’uomo ha consumato grandi quantità di cereali. I fattori che hanno modificato questi alimenti, fino al punto di cambiarli, sono diversi: vanno dalla selezione naturale e di massa all’ibridazione, dal trapianto in ambienti nuovi alle differenze nel modo del consumo. Una volta gli uomini preistorici mangiavano cereali selvatici crudi e interi, ingerendo proteine poco diverse nella loro struttura da quelle degli animali (che erano abituati a digerire). Eccezione che conferma la regola è il riso che, seppur sottoposto a ripetute manipolazioni da parte dell’industria alimentare, ha sempre la tendenza a tornare al suo stato selvatico iniziale grazie alla sua struttura genetica.

3. Cottura del cibo non oltre i 120 °C. Non consumare prodotti cotti a temperature troppo alte, ovvero oltre i 110 °C (limite consentito), perché alterano la struttura dei cibi facendola diventare nociva. Gli alimenti andrebbero consumati crudi, ma se ciò non fosse possibile, bisogna considerare che le modifiche indotte dal calore sono tanto più importanti quanto la temperatura è alta ed il tempo di cottura è lungo.

Seignalet, dunque, considera la carne cotta (di qualunque tipo) dannosa, perciò raccomanda di assumerla cruda o, se proprio non si può, con una cottura breve e leggera. La carne deve essere magra e di qualità (ad es. manzo e vitello che si possono mangiare anche a carpaccio) oppure allevata allo stato brado (come dovrebbero essere montone, bue e cavallo). Il metodo di allevamento è un altro fattore importante e per questo motivo Seignalet è scettico verso il consumo di pollo, coniglio e maiale, che non vengono allevati, secondo lui, nei giusti modi.

Anche le uova andrebbero assunte crude o cotte alla coque (si consiglia soprattutto il tuorlo). Il pesce cotto, possibilmente al vapore, è meno dannoso della carne cotta, ma è comunque consigliato crudo. I crostacei sono autorizzati, così come i salumi, ma anche questi solo crudi e biologici. La verdure sono tutte ammesse, meglio se crude o cotte leggermente a vapore. I legumi sono tutti consigliati. Riguardo alla frutta si consiglia di farne largo uso (sempre ed ovviamente di stagione, come la verdura).

4. Esclusione degli oli raffinati sostituiti da oli extravergini consumati crudi.

Una volta gli oli venivano estratti dalle piante tramite spremitura a freddo, con procedimenti meccanici che mantenevano inalterata la sua composizione: erano oli di altissima qualità, ricchi di acidi grassi essenziali (importantissimi per il nostro organismo che non riesce a sintetizzarli da solo), ma rendevano poco in termini di quantità. Negli anni 40 le industrie cercarono di aumentare questo scarso rendimento applicando la spremitura a caldo, con temperature vicine alla temperatura di ebollizione dell’olio, che rendeva di più in termini di quantità, ma comportava la denaturazione dell’olio (ossidazione e la perdita di sostanze fondamentali) a cui dovevano seguire trattamenti chimici.

Oggi questi due metodi coesistono. Seignalet raccomanda vivamente di utilizzare oli extravergini consumati crudi al posto degli oli industriali che sono assolutamente da evitare.

5. Limitazione, se possibile, degli alimenti manipolati. Questo implica un maggior consumo di alimenti biologici.

Questi sono i principi su cui si basa la dieta ipotossica a cui si è ispirata la Dssa Lagagé (vedi Curare il dolore con il cibo: la dieta ipotossica) per farne un libro e una missione di vita; e saranno quelli a cui cercheremo di ispirarci anche noi per le nostre prossime ricette 🙂

Ribadiamo come sempre che si tratta solo di suggerimenti  (alcuni dei quali, sempre a nostro parere, molto utili per chi soffre di CMT2A) i quali devono però sempre essere verificati con il proprio medico curante!